Coding per i bambini: cos’è e come insegnarlo

Da Grande voglio fare…il DEV

I tempi cambiano, si sa. Il 65% dei bambini che oggi va a scuola, una volta finiti gli studi si troverà a fare un lavoro che ancora non esiste (fonte: World Economic Forum 2020).
Indovinare cosa faranno i figli degli anni duemila, tra 10 o 20 anni, è tutt’altro che semplice, ma ci sono tendenze che possiamo interpretare e che possono aiutarci a guidare le ambizioni dei più giovani. 

In un mondo sempre più digitalizzato, ad esempio, si fa fatica a non immaginare lavori del futuro che non prevedano competenze informatiche. Certo i lavori da sempre tra i più gettonati nel campo del commerciale, del giuridico o della sanità rimarranno, ma avranno bisogno in ogni caso di un aggiornamento tecnologico.

“Voglio fare il pompiere” quanto volte lo sentiamo dire? E mai nessun bambino che dica voglio fare lo sviluppatore”. L’offerta di sviluppatori in Italia e nel mondo non arriva a coprire nemmeno la metà delle richieste fatte dalle aziende. Il Dev è una delle figure professionali dal futuro più roseo e nonostante questo i bambini continuano a dire “voglio fare il pompiere o il veterinario” e mai nessuno che dica “voglio fare lo sviluppatore”.

Un aspetto che ci fa capire come il Gap di competenze che vive il mercato del lavoro in Italia sia strettamente legato alla nostra cultura e al bisogno di fare sempre più informazione sulle professioni dei prossimi decenni.

Oggi, noi abbiamo scelto di iniziare dai piccoli aspiranti Dev, in questo articolo scopriremo perché imparare i linguaggi di programmazione in tenera età può essere non solo un investimento per il futuro, ma anche un’attività divertente, formativa e stimolante per i più piccoli.

Bambini VS Adulti

I bambini imparano più velocemente degli adulti, tanto che spesso vengono avvicinati fin da piccoli all’apprendimento delle lingue straniere. A volte ci dimentichiamo che anche “la programmazione” è una vera e propria lingua e come tale può essere insegnata ai bambini.

Rispetto agli adulti, infatti i più piccoli sono avvantaggiati nell’apprendimento di un nuovo linguaggio, grazie alla loro sete naturale di conoscenza. Le offerte formative di coding più diffuse sono a partire dai 7 anni, ma si possono trovare anche piattaforme che aiutano un avvicinamento alla materia per bambini dai 5 anni in su.

I vantaggi della programmazione per i bambini

Come abbiamo detto, oltre a mettere le basi per uno dei lavori più richiesti oggi (e nel futuro), imparare i linguaggi di programmazione aiuta i bambini anche a sviluppare capacità cognitive e creative utili in tutti i campi accademici.

  • Capacità di razionalizzazione logica

Il coding richiede l’uso del lato più razionale del cervello, utilizzato per il pensiero lineare, il sequenziamento e l’applicazione della logica alla maggior parte delle situazioni. I bambini invece di norma utilizzano l’altro lato (quello destro) per risolvere i problemi attraverso l’immaginazione, la visualizzazione e l’intuizione.

  • Maggiore Creatività

Il coding può sembrare un’attività tutt’altro che creativa, ma basta pensare che grazie a questo linguaggio un bambino ha tutti gli strumenti per poter creare app. 

  • Problem Solving

La programmazione è un tema complesso, anche quando è posta sotto forma di gioco. I bambini che si cimentano con questa attività saranno naturalmente portati a potenziare la loro capacità di problem solving.

  • Capacità Narrative

La programmazione ha una sua lingua e per essere scritta necessita sempre di un filo narrativo che prevede un inizio, una parte centrale e una fine. Questo modo di pensare aiuta i bambini anche in altri aspetti del loro apprendimento, come la scrittura creativa e la comunicazione orale.

Come insegnare ai bambini a programmare?

Ovviamente tutto parte dalla scuola. Tra i docenti si sente parlare sempre più spesso di Coding nella Scuola Primaria, ma che cos’è di preciso? Di che cosa si tratta?

Con la parola inglese “coding” si fa riferimento alla programmazione informatica, in particolare allo sviluppo di software per migliorare la qualità della nostra vita: al giorno d’oggi esistono applicazioni per tutte le attività quotidiane, così come esistono migliaia di programmi da installare sul computer per svolgere azioni di vario tipo.

La diffusione di software avanzati in numerosi settori e il nostro utilizzo quotidiano della tecnologia hanno fatto nascere l’esigenza di investire sul coding per i bambini, ovvero di introdurre il pensiero computazionale e la programmazione informatica già a partire dalla scuola primaria.

Da quale capitolo iniziare?

Come per gli adulti, anche per i bambini, i linguaggi di programmazione visuali sono il modo più semplice per iniziare. L’implementazione grafica aiuta la comprensione in modo intuitivo dei linguaggi e rende la realizzazione dei progetti digitali più semplice.
Solo dopo aver compreso la programmazione visuale è il momento di passare a quella testuale.

I linguaggi visuali permettono appunto di visualizzare il codice graficamente sotto forma di oggetti o blocchi. L’utente, assemblando i blocchi o le combinazioni di colori, può creare una sequenza di programmazione e in questo modo anche i bambini sono agevolati nell’apprendimento e capiscono in modo autonomo se hanno fatto degli errori.

Realizzare questo tipo di giochi o storie interattive, attraverso la programmazione, oggi è possibile grazie a diverse applicazioni.

Ecco alcuni tra i più comuni giochi di coding per bambini:

  • Scratch Junior, un’applicazione gratuita dedicata a bambini dai 5 agli 8 anni, che replica un ambiente di programmazione visuale.
  • Code.org, una piattaforma didattica che consente di apprendere i principi della programmazione: al pari di un puzzle, la struttura a blocchi consente di combinare pezzi di codice (rappresentati graficamente da tasselli). Qui il punto forte è la possibilità di programmare Minecraft, che i bambini solitamente amano.
  • Alice, uno strumento di programmazione 3D gratuito che tramite storie, creazione di giochi, insegna i concetti di base dei linguaggi di programmazione. Utilizza l’approccio familiare dei blocchi per consentire ai bambini di creare giochi o animazioni programmando movimenti della fotocamera, modelli 3D e scene in movimento.
  • Tynker, strumento che permette gradualmente ai più piccoli di programmare app e videogame, droni e robot, mantenendo sempre lo stesso spirito degli strumenti precedentemente elencati come giocosità e facilità nel programmare anche senza conoscere i linguaggi di programmazione.
  • Mozilla favorisce l’istruzione tecnologica dei più piccoli mediante le emoticon, per aiutarli a comprendere la crittografia.
  • Progetto Arduino: un open-source tutto italiano, che mette a disposizione dei giovani programmatori un kit di elettronica e programmazione oltre a un manuale approfondito per guidare alla creazione di una serie di progetti fai da te. 

Strumenti utili che permettono di sperimentare e creare cose straordinarie, in totale sicurezza e divertimento. Questo tipo di attività permette ai ragazzi di essere impegnati per diverse ore, imparando tante cose nuove e, soprattutto, divertendosi.


In sintesi: 4 motivi per imparare a programmare da piccoli

Abilità come il riuscire a pensare e ragionare in maniera logica e chiara aiuteranno i bambini nello sviluppo cognitivo e potranno essere applicate in qualsiasi campo decideranno di dedicarsi in futuro. 

  1. Il codice è a tutti gli effetti una ‘’lingua’’ e può essere imparata da tutti. Motivo per cui il codice è la lingua più parlata al mondo!
  2. La tecnologia entrerà sempre più nelle nostre vite e capirla fin da piccoli, ci aiuta a non diventare consumatori ‘’passivi’’
  3. La programmazione stimola il pensiero computazionale che concretamente permette di affrontare le difficoltà in maniera strutturata, scomponendo i grandi problemi in problemi più piccoli
  4. Realizzare le proprie idee attraverso la programmazione stimola la creatività, capacità importante nella vita come nel lavoro moderno.

Se conosci altre piattaforme, app o giochi di coding, non esitare a segnalarceli alla nostra mail info@adhocminds.com 

09/16/2022

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